
Ripristinare la natura: al via il Piano Nazionale per tutelare ecosistemi e biodiversità
È partita la consultazione pubblica sul Piano Nazionale di Ripristino della Natura (PNR), uno strumento che punta a rafforzare la tutela degli ecosistemi e a contrastare la perdita di biodiversità nel nostro Paese. Il Piano traduce a livello nazionale il nuovo Regolamento europeo sul ripristino della natura e rappresenta un passaggio importante per affrontare in modo più strutturato il consumo di suolo e il degrado ambientale.
L’obiettivo del PNR è recuperare ambienti naturali compromessi e migliorare lo stato di salute degli ecosistemiterrestri e marini, aree agricole e forestali, fiumi e contesti urbani, riconoscendo il ruolo centrale della natura nel mitigare i cambiamenti climatici e nel garantire qualità della vita.
Il Piano si basa sul principio che una parte significativa degli habitat oggi non si trova in buono stato di conservazione. Per questo promuove interventi di ripristino progressivi, orientati a riportare la natura a svolgere le sue funzioni fondamentali: assorbire carbonio, regolare l’acqua, proteggere il suolo e sostenere la biodiversità.
Un capitolo importante del Piano riguarda i contesti urbani, dove il verde non è solo elemento paesaggistico ma infrastruttura ambientale essenziale. Il PNR introduce il principio di non riduzione delle aree verdi urbane e promuove un loro aumento nel tempo, riconoscendo il contributo degli spazi verdi nel raffrescare le città, migliorare la qualità dell’aria e offrire benefici diretti alla salute delle persone.
Il Regolamento impone agli Stati membri il ripristino di almeno il 30% degli habitat non in buono stato entro il 2030, il 60% entro il 2040 e il 90% entro il 2050. In ambito urbano, il Piano coinvolge obbligatoriamente 2.761 Comuni, prevedendo il divieto di riduzione netta delle aree verdi dal 2030 e l’incremento delle stesse dal 2031. Tra le misure previste figurano il ripristino di 25.000 km di fiumi, il contrasto al declino degli impollinatori, il miglioramento della biodiversità agricola e forestale.
Il PNR è pensato come uno strumento dinamico, destinato ad aggiornarsi nel tempo sulla base delle evidenze scientifiche e dei risultati degli interventi. La consultazione pubblica rappresenta un passaggio fondamentale per raccogliere osservazioni e contributi utili a rendere il Piano più efficace e aderente alle esigenze dei territori.
Con il Piano Nazionale di Ripristino della Natura si afferma un cambio di approccio nelle politiche ambientali: non solo proteggere ciò che resta, ma rigenerare gli ecosistemi come investimento per il futuro delle città, dell’ambiente e delle comunità.
A seguito della consultazione pubblica, l’ISPRA aggiornerà il testo entro giugno per la successiva trasmissione alla Commissione europea non oltre il 1° settembre. L’approvazione definitiva è prevista entro il 1° settembre 2027.
👉 Qui il link al documento ufficiale del Piano Nazionale di Ripristino della Natura per approfondire contenuti e obiettivi.
